Il calore del gelo Il calore del gelo
Þorrablót, Festa islandese di metà inverno
Quando il gelo di gennaio stringe l’Islanda nel suo abbraccio più duro, gli islandesi rispondono con il calore di un’antica usanza: il Þorrablót, festa di mezzo inverno che affonda le radici nel mondo vichingo. Il suo nome richiama Þorri, figura invernale della mitologia norrena, e un tempo questo rito era un’offerta agli dèi, un modo per chiedere protezione e forza per attraversare i mesi più ostili.
Al centro della celebrazione pulsa il cibo, quello che un tempo permetteva di sopravvivere alle lunghe notti: sapori affumicati, essiccati, conservati con pazienza — agnello affumicato, pesce secco, pane di segale — accanto ai bocconi più audaci della tradizione, come hákarl, lo squalo fermentato, e svið, la testa di pecora bruciacchiata. E per accompagnare tutto, un sorso di Brennivín, il distillato islandese dal profumo di cumino dei prati.
Il Þorrablót è un ritrovo di voci e di storie. Si cantano antichi canti, si declamano poemi epici, si ride insieme nelle sale comunitarie mentre fuori l’inverno continua a soffiare. È un momento in cui la cultura islandese si stringe attorno a se stessa, trasformando la stagione più fredda in un abbraccio collettivo fatto di memoria, ironia e appartenenza.
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