Il villaggio di pescatori di Reine, Norvegia
C’è un luogo che sembra uscito da un sogno, un angolo remoto che potrebbe far pensare all’“isola che non c’è”. È Reine, nascosto nel profondo del Circolo Polare Artico norvegese, un piccolo villaggio di pescatori con appena 300 abitanti. Qui le montagne scoscese si specchiano nei fiordi silenziosi, e le luminose "rorbuer", le tradizionali cabine rosse dei pescatori, punteggiano la costa come note di colore in un paesaggio incantato. Per secoli Reine è stato un villaggio operoso, con la pesca come cuore della vita quotidiana.
Nel Settecento fu un posto di scambio, e persino durante la Seconda guerra mondiale, quando parti del villaggio furono incendiate dalle forze tedesche, gli abitanti ricostruirono e continuarono a vivere. Oggi chi arriva cerca esperienze diverse. Si può scalare il Reinebringen per ammirare panorami sconfinati, passeggiare lungo la riva o assaggiare un piatto di pesce appena pescato. Dormire in una cabina restaurata regala un assaggio della vita di un tempo, prima del turismo. Ciò che rende Reine indimenticabile non è una lista di attività, ma la sua storia, la tradizione e quel senso di comunità che avvolge dal primo istante.