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Giornata Mondiale dell'Olivo
Oliveto nella Serra de Tramuntana, Maiorca, Isole Baleari, Spagna (© cinoby/Getty Images)
Antichi, contorti e resilienti, gli ulivi vivono oltre mille anni. Anche svuotati dal tempo, a ogni stagione tornano a vestirsi di foglie, testimoni silenziosi di siccità, vento e fuoco. Nel 2019, l’UNESCO ha dedicato il 26 novembre alla loro memoria, celebrando una storia che affonda le radici tra il 6000 e il 4000 a.C.
Nel corso del tempo hanno ricevuto un valore sia pratico sia simbolico: il loro olio veniva spremuto per unzioni sacre, medicina e nutrimento quotidiano; corone di foglie d’ulivo ornavano i vincitori olimpici; e i loro rami sono diventati un emblema duraturo di pace.
Immersa nel Mar delle Baleari, l’isola spagnola di Maiorca incarna questa lunga storia, con uliveti come quelli che potete ammirare nella Serra de Tramuntana. Alcuni alberi sono più antichi delle sue cattedrali medievali. Qui, le olive vengono raccolte a mano, spremute entro poche ore e trasformate in un olio apprezzato per le sue note fruttate ed erbacee. Una cura che si ritrova anche in Italia, dove l’ulivo è parte del paesaggio e della cultura, dalle colline umbre alle coste pugliesi. Ogni raccolto continua una tradizione: il frutto nutre, il legno scalda, le radici tengono salda la terra.