Figli delle Stelle Figli delle Stelle
Nebulosa Laguna, catturate dal telescopio spaziale Hubble
Nubi interstellari nella Nebulosa Laguna, catturate dal telescopio spaziale Hubble (© ESA/NASA)
Fort Lauderdale, in Florida, ha ospitato il primo Carl Sagan Day nel 2009, una tradizione che ora ispira gli appassionati di astronomia di tutto il mondo.
L’universo vibra in un canto di creazione, un’armonia silenziosa che corre attraverso galassie lontane. Nella Nebulosa Laguna, il giovane ammasso stellare NGC 6530 accende nuove stelle, scintille di luce che germogliano nel buio immenso, ricordandoci che ogni nascita è intrecciata nel tessuto stesso del cosmo. A circa 4.350 anni luce da noi, questa fioritura di stelle, giovane ma già luminosa, racconta la storia primordiale di mondi ancora da sognare. Oggi celebriamo il Carl Sagan Day, il giorno in cui si rende omaggio all’astronomo che seppe trasformare i misteri più remoti dell’universo in parole che tutti potevano ascoltare come se fossero una poesia.
Dal 2009, conferenze, spettacoli nei planetari e serate di osservazione del cielo ricordano il suo invito alla curiosità, alla meraviglia e all’emozione che nasce dall’osservare le stelle. L’eredità di Sagan percorre le distanze di missioni come le Voyager, attraversa i vinili e le note del “Golden Record” e risuona nella serie televisiva “Cosmos”, ispirando milioni di persone a contemplare la scienza come poesia e scoperta, mostrando che il cosmo non è solo logica, ma un abbraccio infinito di luce, memoria e sogno. D’altronde, in fondo al cuore, lo sappiamo: siamo parte di questo universo, e come cantava l’indimenticabile Alan Sorrenti, “Siamo figli delle stelle…”