Monte Sirente, L’Aquila, Appennino abruzzese, Abruzzo (© ValerioMei/iStock/Getty Images Plus)
Il Monte Sirente si staglia fiero nel cuore dell’Abruzzo, con la sua cima che tocca il cielo limpido e le sue pendici vestite d’autunno. Nella foto, il contrasto è vivido: il blu intenso sopra, il rosso e il giallo che incendiano il bosco sotto. È il volto stagionale di una montagna che sa essere aspra e dolce insieme. Con i suoi 2.349 metri, il Sirente domina il paesaggio del Parco Regionale Sirente-Velino, tra vallate silenziose e altopiani carsici. La sua forma massiccia, quasi trapezoidale, racconta di antiche origini geologiche e di un cratere misterioso, forse causato da un meteorite caduto migliaia di anni fa.
Qui il tempo sembra rallentare. I sentieri si snodano tra faggete, praterie e borghi medievali, offrendo panorami che cambiano con le stagioni. In autunno, il bosco si accende e il vento porta con sé profumi di terra, foglie e legna. Il Sirente non è solo una vetta: è un luogo che respira, che osserva, che custodisce storie di pastori, di lupi e di silenzi. E quando lo si guarda dall’alto, con il cielo terso e i colori che danzano, sembra ricordarci che la bellezza più autentica è quella che non ha bisogno di parole.