I giorni della merla
Nella Roma antica, gli ultimi giorni di gennaio segnavano un passaggio in cui si leggevano i presagi del clima per prevedere la stagione; alcuni riti domestici celebravano questo confine d’inverno.
Secondo la tradizione popolare, gli ultimi tre giorni di gennaio sono i più freddi dell’anno, i celebri “Giorni della merla”. Leggende diverse ne raccontano l’origine, ma tutte parlano di un merlo che, per sfuggire al gelo, trovò rifugio in un camino, uscendo poi con le piume annerite dalla fuliggine. Da qui, si dice, il colore scuro dei merli e il nome di questi giorni taglienti. Anche nell’antica Roma questi giorni erano considerati una soglia simbolica dell’inverno, un passaggio in cui si osservavano i segni del cielo per intuire la stagione a venire.
Nella foto, un merlo posato su un ramo carico di piccoli frutti rossi sembra incarnare perfettamente questo racconto d’inverno. Il nero lucido del suo piumaggio risalta contro il bianco della neve, mentre le bacche color rubino offrono un tocco di vita nel silenzio gelido della stagione. È un’immagine che parla di resistenza e delicatezza, di natura che non si arrende. I giorni della merla segnano simbolicamente il culmine del freddo, ma anche l’inizio di un lento risveglio. Superata questa soglia, l’inverno comincia a cedere e il merlo, con il suo canto precoce, sembra ricordarci che la luce non è lontana.