Alberi fantasma? Alberi fantasma?
Acacie delle giraffe, Deadvlei, Parco Namib-Naukluft, Namibia
A prima vista, Deadvlei sembra uscito da un altro mondo: alberi scuri, immobili su un suolo d’argilla screpolato, circondati da alte dune e da un cielo che cambia colore con la luce. Eppure, è tutto naturale. Questa zona del Parco Namib-Naukluft, in Namibia, porta il nome di una "palude morta": eco di un tempo in cui l’acqua riempiva la conca. Secoli fa, un fiume alimentava la vita in questo angolo di deserto. Poi le dune si sono spostate e l’acqua ha smesso di arrivare. Gli alberi, privati delle loro radici vitali, non sono marciti né scomparsi. Il clima arido e la salinità del terreno hanno bloccato ogni processo di decomposizione. Oggi, quei tronchi rimangono lì, essiccati dal sole, fermi da quasi novecento anni. Non vivono più, ma non sono andati via: sono testimoni silenziosi di un paesaggio che ha scelto di rimanere immobile.
Curiosamente, in inglese si chiama "camel thorn", un nome che richiama la resistenza del cammello, perfettamente a suo agio tra sabbia e silenzio. In italiano, invece, diventa "albero della giraffa", elegante e slanciato come una sentinella del deserto. Il nome deriva in realtà dall’afrikaans "kameeldoring", dove "kameel" non indica il cammello, bensì la giraffa. E forse, in quel paesaggio sospeso, c’è spazio per entrambi.
本周 2025年第36周
今日精选
必应全球