Ocotea foetens nella foresta di Fanal, Madeira, Portogallo (© Lukas Jonaitis/Shutterstock)
No, non ci troviamo in una foresta di spettri uscita da un racconto di Edgar Allan Poe, ma potremmo facilmente crederlo. La nebbia avvolge i tronchi contorti come un velo di silenzio, e l’atmosfera sembra sospesa tra sogno e oblio. Eppure, siamo sull’isola portoghese di Madeira, a circa 960 chilometri dalla terraferma, dove il tempo sembra essersi fermato.
Sulle pendici settentrionali dell’isola si estende la Foresta di Fanal, un luogo dove la luce si insinua timida tra gli alberi secolari di Ocotea foetens, e ogni passo risuona come un’eco lontana. Questi alberi fanno parte della Laurissilva di Madeira, un frammento sopravvissuto di un’antica foresta di lauri che un tempo dominava l’Europa. Con il 90% della sua superficie considerata foresta primaria, la Laurissilva è un santuario vivente, custode di specie rare ed endemiche come il colombo di Madeira dalle dita lunghe.
A Fanal, i tronchi ricoperti di muschio si ergono come sentinelle di un passato remoto, dove la natura ha conservato la sua anima intatta. Qui, il tempo non corre: si dilata, si insinua tra le fronde, si perde nella nebbia. È un luogo per chi sa ascoltare il silenzio, per chi cerca la meraviglia nel mistero. Un angolo del mondo dove si può vagare, contemplare, respirare e lasciarsi incantare.