Erica a Glen Brittle, Isola di Skye, Scozia (© Adam Mowery/TANDEM Stills + Motion)
Dove la nebbia si avvolge come un sussurro e le acque brillano come specchi incantati, lì nasce Glen Brittle. Sull’Isola di Skye, la mitica "Isola Nebbiosa" della Scozia, la valle si distende come un respiro antico, vestita di erica viola che accarezza le sue pendici selvagge. Ogni roccia, ogni ruscello, vibra di memorie: impronte di dinosauri segnano le scogliere, testimoni silenziosi di un tempo remoto, molto prima che i cacciatori mesolitici seguissero il canto delle acque oltre ottomila anni fa. E quando, nel IX secolo, le vele al vento dei Vichinghi norreni solcarono le sue coste, anche loro lasciarono un’eco nella pietra e nel mito, intrecciando la loro storia a quella della valle.
Tra le colline e i laghi nascosti, le Fairy Pools scintillano in smeraldo e turchese, scivolando su rocce vulcaniche come lacrime di luna. Si narra che le fate danzassero qui, sotto il cielo argentato, quando la notte era giovane e il mondo ancora pieno di magia. Poco distante, Loch Coruisk, il "Calderone delle Acque", giace silenzioso sotto le vette frastagliate dei Black Cuillin, dove si dice dimori un kelpie, spirito d’acqua che muta forma e destino. Ed è in questo intreccio di mito e silenzio, dove il tempo si ferma e ascolta.