Stelle cadenti, desideri latenti Stelle cadenti, desideri latenti
Notte di San Lorenzo
Via Lattea vista dalla Val d'Orcia, Toscana (© Fabio Massimo Zappulla/500px/500Px Plus)
In Val d’Orcia, dove le colline si piegano lente al passo del tempo, la notte dell’11 agosto si accende di attesa e di desideri. Sotto la Via Lattea, che disegna sentieri luminosi nel cielo, la terra resta immobile, come in ascolto. È la notte di San Lorenzo, martire cristiano, celebrato in questi giorni, che secondo la tradizione fu arso sulla graticola il 10 agosto del 258 d.C. Da allora, le stelle cadenti che solcano i cieli in questo periodo vengono chiamate "lacrime di San Lorenzo", scintille di un’antica memoria che incontra ogni anno nuovi desideri.
Tra le pieghe silenziose della Val d’Orcia, con il suo silenzio ampio e la sua luce gentile, si dischiude il teatro perfetto per questo incontro tra cielo e cuore. Tra cipressi immobili e filari che dormono, ogni stella cadente è un pensiero che scivola, un sogno che osa. Nel buio che non pesa, sotto una volta che respira luce, ci si ritrova con il naso all’insù, a cercare nel cielo un segno, una risposta, o semplicemente un motivo per continuare a sognare.