Solstizio d'inverno
Mentre oggi è il giorno più corto dell'anno nell'emisfero settentrionale, è il più lungo nell'emisfero meridionale, dove ha luogo il solstizio d'estate.
Avete mai avuto la sensazione che la notte non volesse finire? È il solstizio d’inverno che compie la sua magia nel giorno più breve e nella notte più lunga dell’anno. Nell’emisfero settentrionale cade intorno al 21 o 22 dicembre, mentre nell’emisfero meridionale si manifesta a giugno. In quel momento, uno dei poli terrestri si inclina al massimo lontano dal sole: il buio sembra trionfare, ma proprio da lì la luce ricomincia il suo lento cammino di ritorno, allungando ogni giorno un po’ di più. Questo evento celeste ha incantato l’umanità fin dal Neolitico. Luoghi come Newgrange in Irlanda e Stonehenge in Inghilterra furono costruiti per catturare l’alba o il tramonto del solstizio; in Egitto, templi come Karnak e Luxor ne seguivano l’allineamento.
Furono i Romani a trasformarlo in un rito sociale: dal 17 al 23 dicembre si celebravano i Saturnali, giorni di banchetti, doni e soprattutto rovesciamento delle regole. Gli schiavi sedevano a tavola come padroni, i ruoli si invertivano e la città si abbandonava a un carnevale di libertà e luce nel cuore dell’inverno. Eppure, anche se la scienza oggi ne svela il mistero, il simbolo continua a vivere. Nel cuore più buio dell’anno, la Terra ha già iniziato a muoversi verso la luce.